Indice degli argomenti

  • INTRODUZIONE

    DEEP ACTS (Developing Emotional Education Pathways and Art Centered Therapy Services against gender violence), è un progetto finanziato dal programma europeo “Rights, Equality and Citizenship” articolato nel biennio 2020-2022 in Italia, Portogallo e Spagna con meeting, workshop, conferenze, spettacoli, video, mostre ed eventi.

    L’obiettivo principale è quello di offrire metodi innovativi e strumenti di lavoro specifici, che prevedono l’uso dell’Arteterapia e dell’Educazione Emozionale, a professionisti e organizzazioni che operano nella prevenzione della violenza di genere.

    Per questo progetto la piattaforma di E-learning è stata strutturata per supportare le attività formative previste e per poterle riproporle in futuro in nuove edizioni e/o nuovi contesti.

    Se sei un operatore dell'educazione e vuoi implementare un tuo corso specifico a partire dalla base offerta scarica qui il file che illustra tutti i tool della piattaforma che puoi utilizzare e chiedi l'autorizzazione da docente inviando una mail a europe@comitatonobeldisabili.it.

    Per altre informazioni, documenti e strumenti visita www.deepacts.eu.


    EMOTIONAL EDUCATION

    METHODOLOGY

    TRAINING ACTIVITIES


    Emotional Education Curriculum


    Workshop N.1
    Mairena del
    Aljarafe (E)

    29.09-1.10.2020


    Pilot Course
    Mairena del
    Aljarafe (E)

    XXXXXXX


    Workshop N.2
    Mairena del
    Aljarafe (E)

    25-27.10.2021


    Workshop N.3
    Mairena del
    Aljarafe (E)

    Feb 2022

     

     

     

    ART THERAPY

    METHODOLOGY

    TRAINING ACTIVITIES


    Art Therapy
    Curriculum


    Workshop N.1
    Bologna (I)

    3-5.10.2020


    Pilot Course
    Oglianico (I)

    1.12.2020
    04.05.2020


    Workshop N.2
    Torino (I)

    9-11.11.2021


    Workshop N.3
    Torino (I)

    Feb 2022

     


  • EMOTIONAL EDUCATION - Methodology

    In questa sezione presentiamo la struttura, l’organizzazione e la pianificazione delle attività relative a un corso di Educazione Emozionale per donne vittime di violenza, nonché la definizione di obiettivi di apprendimento, contenuti, metodi e materiale didattico.

    Coloro che vogliono utilizzare la nostra proposta possono adottarla in toto o adattarla al proprio contesto e ai propri scopi.

    Progettisti ed educatori potranno scaricare Curriculum e Linee guida (Download coming soon… ) messe a punto durante l’implementazione del progetto che costituiscono i principali strumenti metodologici realizzati dal nostro Research Team. È altresì disponibile un’apposita Ricerca (Download coming soon… ) realizzata propedeuticamente alla produzione di tali strumenti.

    Se vuoi strutturare una tua attività formativa specifica a partire dalla base offerta scarica qui il file che illustra tutti i tool della piattaforma che puoi utilizzare secondo le tue necessità.


    • Workshop N.1 - Mairena del Aljarafe (E)

      Mairena del Aljarafe (E) - 29.09-01.10.2020



      Obiettivi dell’attività formativa sono stati quelli di fare il punto sull’uso dell’Educazione Emozionale per la realizzazione di strumenti e metodologie utili negli interventi a favore delle vittime di violenza.

    • Emotional Education - Pilot Course

      Mairena del Aljarafe (E) 


      INTRODUZIONE

      Nel Work Package 2, “Emotional Education Pathways”, è previsto un curriculum in cui specifichiamo le attività e le linee guida di applicazione in un corso specifico o in un corso pilota.

      In questo documento presentiamo, insieme al rapporto delle attività da svolgere, la struttura, l’organizzazione e la pianificazione di tali attività, compresa la definizione di obiettivi di apprendimento, contenuti, metodi e materiale didattico.

      La struttura del presente documento è intesa a rispondere alle indicazioni fornite dal Cedefop - Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, che è il centro di riferimento dell’Unione europea per l’istruzione e la formazione professionale. Il centro fornisce informazioni e analisi sui sistemi, le politiche, la ricerca e la pratica relativi all’istruzione e alla formazione professionale.

      Premettiamo che al fine di sintetizzare le informazioni contenute in questo documento, abbiamo deciso di presentare il curriculum per il corso pilota DEEP ACTS in formato tabellare. Pensiamo, così, che coloro che vogliono utilizzare la nostra proposta possano comprenderla meglio, adattarla al proprio contesto e ai propri scopi.


      1 - LA STRUTTURA E IL SUO FUNZIONAMENTO

      Di seguito specifichiamo i requisiti strutturali di base per condurre il corso pilota di Educazione Emozionale con le donne. Date le restrizioni stabilite a causa della pandemia di COVID-19, la descrizione e il funzionamento del corso saranno modificati a causa dello stato di emergenza sanitaria.

      Spazio

      Nell’organizzazione del corso pilota è importante avere uno spazio adeguato per la sua realizzazione. Idealmente, lo spazio in cui svolgere l’attività avrà condizioni fisiche che aiutano a generare un ambiente di calma e sicurezza, come una buona luce naturale e una temperatura piacevole.

      Poiché il nostro intervento includerà una parte importante del movimento del corpo, sarà necessario un grande spazio, privo di mobili, in cui possiamo muoverci senza ostacoli.

      Avremo tappetini, cuscini e coperte dove possiamo sederci per formare turni in cui tutte le persone del gruppo possono vedersi con una disposizione che favorisce il senso di appartenenza al gruppo.

      Avremo un piccolo carrello in cui sistemare tutto il necessario per poter servire un piccolo spuntino nell’intervallo di ogni sessione.

      Oltre allo spazio per lavorare con le donne, prevediamo anche una stanza in cui le figlie e i figli delle donne del nostro gruppo di lavoro possano essere seguiti da animatori. Questa soluzione serve a facilitare la continua partecipazione delle donne al corso.

      Numero di donne

      Il numero ideale è 15. Tuttavia, le misure di sicurezza del COVID-19 ci portano a dover garantire un minimo di 1 metro di distanza tra le persone, quindi, a seconda dello spazio effettivamente disponibile, il numero di donne verrà adattato di conseguenza. In questo spazio sarà osservato il rispetto delle normative sanitarie (uso della maschera, misurazione della temperatura corporea e uso del gel idroalcolico).

       

      2 - L’ORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO PILOTA

      In questo paragrafo viene stabilito l’organizzazione del corso per l’intervento con il gruppo di donne.

      Tuttavia, questa organizzazione iniziale può essere modificata in quegli aspetti che nello svolgimento del corso ci sembrano più convenienti in base all’esperienza.

      Durata: 5 mesi

      Frequenza: una sessione settimanale di 2 ore

      Ogni sessione avrà la seguente struttura:

      • Primo giro di benvenuto e riscaldamento (30 min). È un momento in cui le partecipanti saranno in grado di condividere come si sentono, come è andata la sessione precedente e il percorso di ognuna durante la settimana.
      • Psicoeducazione (Cura di sé) (30 min).
      • Sessione di Biodanza (60 min).

       

      3 - IL CONTENUTO

      Attività nella prima ora di sessione:

      • Round di partecipazione al gruppo (il cui obiettivo è condividere esperienze personali e creare un gruppo di supporto);
      • Presentazioni orali sull’importanza della cura di me stessa, sulla conoscenza del mio mondo emotivo, sulla sensibilizzazione e sull’importanza di assumermi la mia responsabilità di ciò che mi accade;
      • Dinamiche sul sapere come mi prendo cura di me (elenco di ciò che mi cura e cosa non mi cura). Qui includeremo azioni e pensieri. Riflessione sui modelli di cura di sé: dove ho imparato a prendermi cura di me stessa in questo modo? Test di cura di sé (obiettivo: conoscere/valutare il proprio attuale modello di cura di sé);
      • Conoscere il nostro sistema nervoso. Elaborazione della mappa autonoma personale (migliorare la capacità di auto-gestione dello stato psicoemotivo);
      • Luogo di calma. Connettersi con un luogo reale o immaginario che sia una fonte di tranquillità e calma per la persona. Connessione con le sensazioni quando si ricrea questo scenario. Disegnare. Abbraccio della farfalla?
      • Tecnica di coerenza cardiaca: spiegazione e pratica;
      • Sviluppo del genogramma di ogni utente (l’importanza di conoscere il nostro sistema familiare a partire da rispetto e gratitudine).

      Attività del sistema integrativo di Biodanza:

      Nelle prime sessioni, l’incontro sarà focalizzato sulla connessione con la gioia di vivere, tornare al corpo e sentirsi vivi attraverso il movimento del corpo, il ritmo,

      la fluidità e i giochi.

      1. FASE INIZIALE

      Integrazione motoria (obiettivi: potenziale di vita, sciogliere le tensioni, integrazione di gruppo. Le partecipanti hanno lo scopo di connettersi con la loro capacità di sentirsi vive, più rilassate, respirare meglio e connettersi con sentimenti interni di benessere)

      • Si cammina al ritmo della musica;
      • Giri;
      • Sincronizzazione melodica;
      • Sincronizzazione ritmica;
      • Decelerazione: è importante saper riposare e rallentare il movimento per prendersi cura di sé stesse e soddisfare le proprie esigenze. Viene potenziata attraverso questo rallentamento la riparazione delle diverse strutture organiche.

      Giochi:

      • Balla e stop: cammina ballando e ferma il movimento quando la musica si ferma. Varianti: fermarsi creando una forma espressiva, fermarsi davanti a una compagna creando una forma espressiva (Filá, Chico César);
      • Circus: imita i personaggi del circo. (Bourbon Street Parede, Hooked on Dixie);
      • Band musicale (Let’s twist again, Chubby Checker);
      • Segui il leader: le persone ballano in fila seguendo la danza della persona che guida la linea. Il facilitatore segnerà il cambio di leader. (Makulel, Nazaré Pereira);
      • Giochi con fili - Burattino: In coppia, una persona trasforma il compagno in un pupazzo che seguirà le indicazioni del suo creatore. (O pilba macaquinho, Paulinho Boca de Cantor);
      • Pesci e animali marini: eseguire movimenti di animali marini (Peixinhos do mar).

      Fluidità:

      • Eutonia
      • Fluidità con palla di energia (soli, in due o in gruppo).

      2. FASE MEDIA

      Integrazione affettivo-motoria:

      • Giochi di vitalità: mirano allo sviluppo motorio attraverso esercizi con uno specifico obiettivo di apprendimento (agilità, controllo della velocità, coordinazione, elasticità, estensione, fluidità, impeto, ritmo, salto, svolta), nella linea dello sviluppo di una maggiore integrazione del movimento e quindi della persona;
      • Esercizi di dissoluzione delle tensioni croniche: movimenti segmentali (collo, spalle, braccia toracica, mani e vita), respirazione addominale e respirazione danzante;
      • Gesti espressivi: aiutano lo sviluppo della dimensione affettiva personale e di gruppo. Nella misura in cui il gruppo è più coeso e con maggiore libertà di espressione, possono essere introdotti gesti rivolti a un maggiore contatto e a una maggiore intimità tra i membri del gruppo. Questi gesti favoriscono esperienze di legame che a loro volta generano espressioni genuine di contatto umano e intimità, culminando in abbracci e carezze. Una delle dinamiche per lo sviluppo di questa capacità è che metà del gruppo sia con le braccia tese e le mani aperte con attitudine alla ricettività, e l’altra metà nella posizione di offerta. Quindi le posizioni vengono invertite. La musica evocherà il legame con la qualità del dare e ricevere.

      3. FASE AVANZATA

      Integrazione espressivo-esistenziale.

      Posizioni generative: intimità, empowerment, coraggio, infinito, proteggere la vita e donarsi.

      • Posizione generatrice di Intimità: incontro e connessione con essa. Ricerca ed esperienza del nostro centro/asse. Metello, Ennio Morricone;
      • Posizione generatrice di Valore: sperimenta il senso del valore di una persona come creatura che fa parte dell’universo. Titles, Vangelis;
      • Posizione generatrice di Protezione della Vita: connessione con la capacità di prendersi cura, conservare e proteggere la vita e come si presenta. Imagine, John Lennon. Photographs, Nana Mouskouri;
      • Posizione generativa di Dare e Ricevere: si sviluppano sentimenti essenziali perché si dia flusso affettivo nella convivenza. L’esperienza di queste posizioni aiuta a generare relazioni sociali equilibrate e piacevoli;
      • Lavori primari: seminare, scavare, estirpare, lanciare, raccogliere... sono tutti gesti naturali. Le danze che rievocano questi gesti organici stimolano la sincronizzazione e il tono di gruppo, in quanto si riferiscono ad attività di lavoro arcaiche;
      • Limiti: è essenziale sviluppare la capacità di ascoltare i nostri bisogni, nonché di informarne gli altri. Quindi attraverso questo movimento è possibile imparare a interrompere qualsiasi tipo di contatto o approccio sgradevole o invasivo per la persona. Lavoriamo sulla capacità di comunicare il desiderio di approssimazione, di ascoltare il limite dell’altra persona, di informare sui propri limiti …;
      • Danza di opposizione armonica: due persone faccia a faccia raccolgono i palmi delle mani e si connettono attraverso lo sguardo. L’obiettivo è stabilire un dialogo per fissare un limite e ascoltare il limite dell’altra persona. Non è competizione. Endangered species, Dianne Reeves; Soy libre, soy bueno, Atahualpa Yupanqui;
      • Stabilire i limiti dell’affettività: due persone a distanza regolano lo spazio di avvicinamento mostrando i palmi delle mani. Poi cambiano ruolo. Vazante, Nando Cordel.

      Di seguito presentiamo il curriculum in una tabella a doppia entrata con l’obiettivo di sintetizzare le informazioni. Pensiamo, così, che coloro che vogliono utilizzare la nostra proposta possano comprenderla meglio e adattarla al proprio contesto e ai propri scopi.






      4 - LA METODOLOGIA

      Il nostro modello di intervento con le donne si basa su un format bifasico. Da un lato, ci sarà una prima volta in ogni sessione in cui c’è uso della parola. In questa parte della sessione, si accoglie senza giudizi ciò che ogni donna vuole esprimere quel giorno sul suo stato psicocorporeo. L’idea è che possano conoscere se stesse e l’un l’altro, per creare anche uno spazio di sicurezza di gruppo. In questa parte avrà luogo anche l’esposizione e l’elaborazione degli aspetti psicoeducativi che consideriamo importanti, come la cura di sé e le risorse di stabilizzazione emotiva che sono dettagliate nel deliverable D2.3.

      Una seconda parte di ogni riunione settimanale fornirà una sessione di biodanza, in cui gli aspetti da sviluppare saranno quelli dettagliati nel deliverable D2.3.

      Nel passaggio dalla prima alla seconda ci sarà uno spazio aperto dove si può fare pausa per fare uno spuntino e facilitare la comunicazione tra le donne in un modo più informale.

       

      5 – MATERIALI

      I materiali necessari per corso pilota di Educazione Emozionale e sessioni di biodanza

      sono (per un numero stimato di partecipanti di circa 15 donne):

      • 15 set di matite colorate per disegnare;
      • Fogli A4 bianchi;
      • Cartone colorato;
      • 15 forbici;
      • 15 lattine di colla;
      • 15 gomme;
      • 15 temperini;
      • Colori a tempera;
      • Riviste di diversi generi come materiale per i collages;
      • 1 Computer;
      • 1 Stampante;
      • Un altoparlante

      Per le misure di sicurezza covid-19 occorre almeno avere:

      • un disinfettante superficiale;
      • un disinfettante per le mani;
      • un termometro;
      • una scatola di guanti;
      • una scatola di maschere.

    • Workshop N.2 - Mairena del Aljarafe (E)

      Mairena del Aljarafe (E) - 25-27.10.2021



      • Workshop N.3 - Mairena del Aljarafe (E)

        Mairena del Aljarafe (E) - Feb 2022



        • ART THERAPY - Methodology

          PREMESSA

          In questa sezione presentiamo la struttura, l’organizzazione e la pianificazione delle attività relative a un corso di Arteterapia per donne vittime di violenza, nonché la definizione di obiettivi di apprendimento, contenuti, metodi e materiale didattico.

          Coloro che vogliono utilizzare la nostra proposta possono adottarla in toto o adattarla al proprio contesto e ai propri scopi.

          Progettisti ed educatori potranno scaricare Curriculum e Linee Guida messe a punto durante l’implementazione del progetto che costituiscono i principali strumenti metodologici realizzati dal nostro Research Team. È altresì disponibile un’apposita Ricerca realizzata propedeuticamente alla produzione di tali strumenti.

          Se vuoi strutturare una tua attività formativa specifica a partire dalla base offerta scarica qui il file che illustra tutti i tool della piattaforma che puoi utilizzare secondo le tue necessità.


          INTRODUZIONE

          Il Work Package 3 “Art Therapy Centered Services” del progetto DEEP ACTS ha fra i suoi obiettivi specifici quello di sistematizzare e diffondere strumenti e metodi specifici per interventi terapeutici rivolti a vittime di violenza basati sull’Arteterapia.

          Si è deciso di raggiungere tale finalità mettendo a punto un Curriculum e delle linee guida da applicare in uno specifico corso pilota che servisse a testare i materiali metodologici realizzati per poi passare a una loro revisione e validazione finale.

          Con il termine Curriculum si intende un “Elenco delle attività intraprese per strutturare, organizzare e progettare l’intervento di formazione, comprendente la definizione degli obiettivi dell’apprendimento, i contenuti, i metodi e i materiali didattici, comprensivo delle linee direttrici per la formazione di insegnanti e formatori” (Cedefop, Terminologia della politica europea dell’istruzione e della formazione. Lussemburgo, Publications office of the European Union, 2014).

          La strutturazione del presente documento intende rispondere alle indicazioni date dal Cedefop - Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale che è il centro di riferimento dell'Unione europea per l'istruzione e la formazione professionale. Esso fornisce informazioni e analisi sui sistemi, sulle politiche, sulla ricerca e sulla prassi legata all'istruzione e formazione professionale.

          Piuttosto che offrire un freddo prodotto metodologico, al fine di rendere questo deliverable più vivo abbiamo deciso di riportare il piano di studi impostato specificamente per il Corso pilota DEEP ACTS organizzato e gestito da Fermata d’Autobus, capofila del progetto, in quanto crediamo che sia così possibile leggere il Curriculum alla luce delle sue prospettive di applicazione. Siamo certi che chi vorrà utilizzare la nostra proposta potrà così comprenderla più compiutamente, in modo da adattarla al meglio al proprio contesto e alle proprie finalità.

           

          1 - LA STRUTTURA E LE SUE FUNZIONI

          Nello strutturare interventi di gruppo in Arteterapia e in Foto-arteterapia all’interno di un “Open Studio” è necessario partire dal luogo e dallo spazio in cui esso si svolge, ovvero “l’Atelier”.

          Oltre alla descrizione di come si struttura il lavoro in condizioni normali, verranno specificate alcune modifiche conseguenti alle limitazioni dovute allo stato di emergenza sanitaria conseguente al COVID-19.

          Requisiti di base dell’Atelier:

          Numero di pazienti.

          Per queste tipologie di gruppo si può lavorare in uno spazio con dodici pazienti, anche se generalmente per un miglior lavoro clinico e organizzativo è consigliabile non superare il limite massimo di otto partecipanti. A seguito della pandemia, è necessario garantire un minimo di 1 metro e mezzo di distanza di sicurezza tra tutti i partecipanti e l’arteterapeuta. Nel nostro caso, previa valutazione della dimensione dello spazio disponibile, i laboratori quindi non possono contenere più di cinque pazienti, l’arteterapeuta e un eventuale tirocinante.

          Bagno.

          Deve essere dotato di servizi e di un lavandino per l’acqua corrente. Al suo interno sono necessari un dispenser di sapone, un rotolo di carta, una pattumiera, un cestello con strofinacci e spugne per lavare i materiali artistici. In condizioni Covid19 è necessaria la presenza di un operatore che garantisca l’attuazione e il rispetto di tutte le norme igienico sanitarie richieste (uso della mascherina, misurazione della temperatura corporea, sanificazione dei materiali artistici utilizzati).

          Luminosità e colore.

          È richiesto un luogo che abbia una buona luminosità. La luce naturale è importante come quella artificiale preferendo i toni caldi, CURRICULUM PER LABORATORI PILOTA DI ARTETERAPIA 3 possibilmente regolabile per creare atmosfere diverse in base ai diversi momenti di lavoro proposto: tempo di lavoro, ascolto di musica, presentazione, relax, pausa, condivisione del lavoro in gruppo. È importante scegliere con cura il colore delle pareti dell’Atelier valutando quale tono di colore è preferibile anche rispetto al clima geografico presente in una determinata zona. In generale, comunque, sono indicati colori uniformi dalle tinte tenui a media gradazione. Indispensabile la presenza di una parete pannellata, che possa consentire di disegnare, dipingere, creare in piedi e che dia la possibilità di esporre le proprie creazioni durante la condivisione di gruppo.

          Arredo dell’Atelier.

          La componente essenziale dell’arredo è la presenza di un grande tavolo, in base alle modalità di intervento dell’arteterapeuta.

          Il tavolo o plancia in legno è indicato per 8, 10 pazienti massimo, distribuiti in maniera equilibrata su entrambi i lati.

          Questo tavolo va studiato e creato in un formato specifico affinché ogni partecipante possa lavorare su un foglio creativo di dimensioni 70X100, ottimale per tutte le tecniche (nello specifico per la pittura e per il collage).

          Questa disposizione favorisce l’unione di gruppo e la coesione, rafforzando le relazioni tra i pazienti. Inoltre, è importante la presenza di tavoli singoli che aiutino i partecipanti a creare in autonomia, fornendo un maggiore confine, un margine, un limite di sicurezza del Sé.

          In epoca Covid19 è necessaria la soluzione che prevede il lavoro in tavoli singoli disposti in un cerchio, sempre a patto che ci sia lo spazio sufficiente per mantenere le corrette distanze di sicurezza.

          Una zona dell’atelier deve essere dotata di uno o più armadi, con chiusura a chiave o a lucchetto, possibilmente con le ante in vetro (protetto da pellicola antieffrazione), che permetta così di far vedere il materiale ordinato al suo interno ma senza che possa essere preso senza permesso o danneggiato.

          È inoltre necessario ritagliarsi uno spazio in cui poter archiviare le creazioni del DEEP ACTS 4 laboratorio che nel tempo verranno contenute in cartelline individuali per ogni paziente (ad esempio mobili in legno a scaffali aperti nel formato 90X120 per ripiano).

          All’interno dell’atelier è richiesto predisporre una zona di comfort, caratterizzata dalla presenza di uno o più divani e/o poltrone con cuscini e coperte.

          Questo permette alle pazienti che dovessero andare in difficoltà durante il lavoro di rimanere all’interno della seduta con una modalità maggiormente accudente e protettiva. Ovviamente, per il Covid19 si richiede che tutti questi ambienti siano igienizzati e sanificati dopo la conclusione di ogni laboratorio.

          Rispetto all’arredo delle pareti, è importante la presenza di un orologio e di un calendario che consentano al paziente di restare orientati all’interno della dimensione spazio-temporale del laboratorio e agevolano nel seguire le indicazioni temporali dettate dall’arteterapeuta.

          Rispetto alla decorazione è preferibile non riempire eccessivamente i muri con quadri, disegni e fotografie in modo da non influenzare le creazioni del paziente.

          È fondamentale possedere un piccolo carrello in cui riporre l’occorrente per servire una piccola colazione o merenda necessaria per una pausa al fine di recuperare le energie spese e per garantire una buona alimentazione.

          È consigliabile infine poter avere un ripostiglio, rigorosamente chiuso a chiave, dove poter riporre in sicurezza tutti i detergenti, gli igienizzanti ed i prodotti per lavare per evitare un utilizzo di questi prodotti non idoneo da parte delle pazienti.


          Altri requisiti dell’Atelier. Accessori non indispensabili, ma consigliati.


          Una zona adibita per la fotografia.

          Dotata di materiali fotografici di base, macchina fotografica e cavalletto; se c’è la possibilità, una luce e un fondale. Occorre, inoltre, un appendiabiti a ruote con diversi abiti per eventuali trasformazioni o travestimenti, in modo che la paziente, possa giocare con il suo aspetto offrendole la possibilità di vedersi e rivedersi in modo nuovo.

          L’arredo di questa zona può essere allestito con fotografie scelte con l’intento di CURRICULUM PER LABORATORI PILOTA DI ARTETERAPIA 5 anticipare i fondamenti di un futuro lavoro di fototerapia stimolando il pensiero proiettivo.

          È evidente che durante l’emergenza Covid19 è consigliabile l’utilizzo dei guanti per l’utilizzo dei materiali e comunque un’attenzione generale al rispetto delle norme igienico-sanitarie.

          Una zona adibita per il forno.

          Per cuocere la creta e dei ripiani per riporre le sculture. Tale zona, possibilmente, dovrebbe essere separata dalle altri spazi, in quanto le polveri volatili della creta si depositano sulle superfici.

          Una zona adibita per la lettura.

          Dotata di un armadio o più armadi, con chiusura a chiave o a lucchetto, possibilmente con le ante in vetro (protetto da pellicola antieffrazione), che permetta così di far vedere i libri al suo interno ma senza che possano essere presi senza permesso o danneggiati. Un libro durante la conduzione di gruppi o sedute, infatti, può avere sia una funzione terapeutica sia di rilassamento.


          Oltre ai requisiti fisici e strutturali dell’Atelier di cui si è parlato precedentemente, fondamentale è soprattutto la strutturazione del progetto di lavoro: uno schema con una scaletta a sequenza logica di tutti gli interventi settimanali per l’intera durata del laboratorio.

          Questo permette di definire dei micro e macro-obiettivi sul quale lavorare durante il laboratorio stesso, aumentando il valore terapeutico dei singoli incontri. Questa organizzazione, però, non preclude mai l’espressione libera senza tematica, dando spazio all’ascolto e alla riflessione su argomenti di varia natura.

          Nel corso degli incontri è consigliabile creare una playlist con suoni naturali e con musiche rilassanti, al fine di creare un sottofondo sonoro piacevole da ascoltare e che possa favorire l'allentamento e l’abbassamento delle tensioni individuali e/o gruppali.


          2 - L’ORGANIZZAZIONE DEI GRUPPI-PILOTA

          Organizzare il lavoro in modo armonico e funzionale è la chiave per poter creare una buona base sulla quale lavorare, anche in previsione di situazioni molto difficili che possono venire a crearsi durante la conduzione dei gruppi e che possono rappresentare per gli arte-terapeuti dei momenti di stress.

          Nei gruppi e nelle sedute di Arteterapia e di Foto-Arteterapia esistono tre diversi tempi organizzativi:

          1. L’organizzazione del prima;
          2. L’organizzazione del durante;
          3. L’ organizzazione del dopo.
          Vediamoli qui di seguito spiegati.


          1. L’organizzazione del prima.

          È indispensabile che l’arteterapeuta si informi circa le condizioni cliniche delle pazienti settimanalmente, tramite la comunicazione con l’equipe curante (ad esempio, eventuali cambi di terapia possono influire sullo stato dell’umore nel quotidiano e anche durante il gruppo condotto).

          Nell’Atelier l’arteterapeuta ha il compito di:

          • controllare che il proprio telefono funzioni; si devono prevedere chiamate a colleghi, in caso di necessità, quando non c’è un tirocinante ad assistere;
          • dotarsi di un kit di primo soccorso indispensabile, anche solo per piccoli infortuni;
          • preparare su un tavolo, a causa del Covid-19 attuale, l’igienizzante per le mani, il termometro, una scatola di guanti e una scatola di mascherine di scorta;
          • disporre i materiali di lavoro; questo può avvenire in due diversi modi a seconda che vi sia un unico tavolo di lavoro oppure più tavoli per ogni partecipante. È fondamentale presentare i materiali con molta attenzione e cura per quanto riguarda la loro estetica, al fine di favorire la curiosità e l’esplorazione di questi da parte delle pazienti;
          • apparecchiare il carrello o il tavolo della merenda sulle stesse basi concettuali del tavolo con i materiali creativi. Questo aspetto non è trascurabile, soprattutto con le pazienti che presentano disturbi alimentari;
          • preparare il computer o un altro dispositivo con una playlist di suoni naturali e di musiche adeguate, che possano favorire la conduzione di alcuni gruppi o sedute oppure fungere da sottofondo musicale rilassante durante il momento della colazione o della merenda;
          • controllare e vigilare nel rispetto delle norme igienico-sanitarie per il Covid19: vicino ai cuscini del sofà devono esserci i poggiatesta monouso e una scatola contenente fazzoletti.
          Per tutti i gruppi o sedute, ad inizio del lavoro, ad ogni paziente verrà consegnata la propria scatola di plastica, con coperchio riciclabile e con etichetta personalizzata contenente il proprio paio di guanti.

          Questa attenzione serve a mantenere le superfici igienizzate, ma anche a rassicurare le pazienti circa la paura di un possibile contagio.

          Inoltre, nei gruppi di foto-arteterapia è necessario aggiungere una specifica scatola di plastica con coperchio riciclabile personale contenente, per ogni partecipante, un paio di guanti, 5 riviste, un rotolo di scotch, una colla e una forbice.

          Infine, è necessario dotarsi, per la sicurezza fisica delle pazienti, di una scatola di plastica riciclabile senza coperchio ove riporre le forbici in caso di interruzione del lavoro; a loro infatti è vietato maneggiare taglienti senza la presenza di un operatore, in quanto potrebbero utilizzarli in modo improprio.


          2. L’organizzazione del durante.

          L’arteterapeuta all’inizio del ciclo di laboratori ha il compito di comunicare alle pazienti il calendario degli incontri motivando eventuali assenze in caso di festività o di ferie. Questo serve per tollerare eventuali frustrazioni e per fornire dei riferimenti temporali rispetto al lavoro da svolgere insieme a loro.

          In ogni laboratorio l’arteterapeuta proporrà al gruppo una particolare tematica come spunto per i propri lavori creativi lasciando comunque sempre la possibilità di lavorare in modo libero.

          Durante il lavoro creativo del paziente è indispensabile che l’arteterapeuta osservi in modo attento le dinamiche che si creano all’interno del gruppo, pensando in anticipo agli eventuali interventi terapeutici da effettuare al termine del lavoro per non distrarre le pazienti durante la creazione.

          All’interno del laboratorio viene servita dall’arteterapeuta una merenda, un piccolo spuntino composto da cibo e bevande che possono essere portati al tavolo, sempre nel rispetto delle misure igieniche.

          Al termine del lavoro, dopo una breve pausa, si predispone un momento in cui le pazienti condividono i loro lavori a livello verbale e si elaborano i contenuti espressi artisticamente e i vissuti emotivi ad essi connessi.

          Rispetto alla situazione attuale è utile dare informazioni sulle procedure anti Covid-19 per svolgere in tranquillità il gruppo o la seduta: istruzioni su come igienizzare le mani, istruzioni su come gestire il proprio materiale e sull’utilizzo dei guanti. L’uso dei guanti è necessario durante la scelta dei materiali da usare, mentre il lavoro creativo, nella propria postazione, può essere svolto a mani libere.

          Al termine del gruppo i materiali utilizzati vengono depositati in una unica scatola e l’arteterapeuta distribuirà dello scotch di carta che servirà ad appendere alla parete le creazioni per il momento di condivisione in gruppo.


          3. L’ organizzazione del dopo.

          Al termine di ogni laboratorio è importante archiviare sia materialmente che in forma digitale tutti i lavoratori realizzati dalle pazienti in modo da poterle riutilizzare in futuro.

          Inoltre, è importante che l’arteterapeuta rianalizzi mentalmente l’andamento del laboratorio eseguendo la compilazione di un diario clinico e riportando sinteticamente a voce le proprie impressioni agli operatori.

          Rispetto alle precauzioni da adottare per il Covid-19 sarà responsabilità di ogni paziente, coadiuvato dall’arteterapeuta o dall’eventuale tirocinante, di igienizzare la propria scatola.

          A gruppo concluso l’arteterapeuta con i guanti dovrà togliere dalla parete tutte le creazioni delle pazienti che dopo averle sistemate su un tavolo disinfettato dovranno rimanere all’aria prima di essere ritirate nelle apposite cartelline.

          Infine, è responsabilità dell’arteterapeuta disinfettare gli arredi e i materiali utilizzati durante il gruppo prima che vengano riposti nei loro contenitori.


          3 - I CONTENUTI

          L’obiettivo degli interventi prima descritti è di fornire sicurezza in uno spazio espressivo, creativo, strutturato e contenitivo che risponda ai bisogni delle donne vittime di violenza e di abusi.

          Il trauma e l’abuso lasciano ferite molto difficili da rimarginare, l’arteterapeuta, come qualsiasi altro terapeuta, ha il compito, all’interno dei laboratori, di fornire contenimento emotivo, creando un setting sicuro nel quale le pazienti possano sentirsi accolte ed essere legittimate a condividere i propri traumi interni.

          I principi di questo setting si basano sulla funzione riparatoria di un nuovo accudimento, in grado di favorire nel tempo l’affiorare del trauma pregresso, prima in una modalità non verbale attraverso la creazione artistica e solo in un secondo momento, in seguito alla condivisione in gruppo e all’elaborazione all’interno del setting, in modalità verbale.

          Attraverso questo meccanismo, i gruppi di arte terapia diventano degli strumenti facilitatori, dei ponti di passaggio che consentono la cura di profonde ferite, che difficilmente sarebbero raggiunte in altri modi.

          Lo spazio di arte terapia, ovvero l’Atelier, diventa in questo modo uno spazio di espressione di sé, un luogo sicuro in cui poter esprimere e depositare le proprie emozioni, attraverso la legittimazione data dallo “sguardo di ascolto” dell’Arteterapeuta.

          Nel tempo si andrà così a creare un clima di fiducia e di sostegno, sia tecnico che emotivo, finalizzato a incoraggiare l’espressione creativa e a sviluppare e aumentare l’autostima delle pazienti. Il lavoro è incentrato sull’aspetto della “cura”, inteso come accudimento della persona.

          La possibilità di ascoltare in modo nuovo se stessi e i propri bisogni permette l’inizio di una ricostruzione del proprio sé.

          In questo percorso viene posta particolare attenzione anche verso la dimensione corporea, con la sollecitazione degli organi sensoriali, per consentire di ritrovare e riscoprire la dimensione del piacere, indispensabile per amare se stessi e gli altri, verso la ricostruzione di una nuova quotidianità maggiormente sana.

          L’atelier, il tavolo di lavoro, i materiali creativi, il vassoio con il cibo, diventano dei punti fermi intorno ai quali l’arteterapeuta e tutti i partecipanti ruotano andando a creare un’atmosfera che favorisce la tranquillità e la quiete rassicurante.

          La cura caratteristica del contesto predispone all’incontro emotivo tra il terapeuta e il paziente e permette un avvicinamento affettivo, indispensabile per permettere il riconoscimento del dolore e per consentirne la sua espressione all’interno dell’oggetto artistico.

          È auspicabile quindi un setting che permetta al paziente di sentire un contenimento affettivo, che ne faciliti l’espressione artistica e la conseguente elaborazione in terapia.

          Nell’approccio di foto-arteterapia usare le fotografie come catalizzatori produttivi diventa un ponte di collegamento utile: prendere contatto con i contenuti più profondi dell’inconscio grazie all’utilizzo delle fotografie rende questo procedimento gestibile, assicurando un distanziamento sicuro e lavorando metaforicamente attraverso i simboli.

          Il percorso arteterapeutico, nel tempo, dà la possibilità di liberarsi di profonde ferite che non potevano essere verbalizzate.

          Di seguito verrà presentato lo schema dei laboratori pilota pensato nello specifico per il progetto Deep Acts contro la violenza di genere, all’interno della comunità “Fragole Celesti” facente parte del circuito di cura di Fermata D’Autobus sita ad Oglianico (TO). Si tratta di un ciclo di 21 incontri che hanno come partecipanti cinque donne vittime di abusi e di violenza con problemi sia psichiatrici sia di dipendenza da sostanze.

          Tali incontri inizieranno in data 1° dicembre 2020 e si concluderanno in data 04 maggio 2021 e saranno condotti dalla dott.ssa Raffaela Carola Lorio in modalità on-line, con l’affiancamento della dott.ssa Stefania Abbenante che avrà il ruolo di osservatrice dei gruppi in presenza.

          I gruppi si terranno tutti i martedì, con cadenza settimanale, con una durata di 3 ore (dalle ore 10:00 alle ore 13:00) per i 10 incontri di foto-arteterapia e di 2 ore e 30 minuti (dalle ore 10:00 alle ore 12:30) per gli 11 incontri “Open Studio” per l’arteterapia.

          L’atelier, nel quale si svolgeranno i gruppi, è un open-space situato nella struttura “Fragole Celesti”, in modo da poter assicurare il mantenimento della distanza di sicurezza necessaria tra le partecipanti e tutte le corrette norme igienicosanitarie per il Covid-19.

          A partire dalla metà del mese di Marzo 2021 tali gruppi verranno invece svolti e conclusi all’interno di un nuovo atelier e nel suo giardino, situato di fronte alla comunità “Fragole Celesti”.

          Prima dell’avvio del progetto e in particolare prima dell’avvio dei gruppi di fotoarteterapia, verrà inviata a tutte le partecipanti una lettera di presentazione nella quale si chiederà di cercare delle foto che hanno un valore affettivo ed emotivo; tali foto possono essere degli autoritratti (selfie), ritratti, foto di famiglia, foto di animali o qualsiasi foto che a loro piaccia e che hanno scattato e conservato nell’arco della loro vita.

          Nel caso estremo in cui le partecipanti non possiedano con loro delle foto o siano impossibilitate a recuperarle, viene comunque richiesto di utilizzare le fotografie che possiedono sui propri cellulari o sui sociali (ad es. Facebook).

          Le fotografie che sceglieranno dovranno essere tutte stampate, possibilmente a colori, al fine di poter essere lavorare durante i gruppi, con eventuali modifiche o manipolazioni.

          Nel corso dei 21 incontri, la Dott.ssa Abbenante avrà il compito di stilare e compilare uno schema osservativo per ogni partecipante che andrà ad indagare le seguenti aree: consapevolezza del sé, relazione con l’altro, partecipazione, rispetto delle regole, creatività e uso del corpo. Ciò servirà nella fase conclusiva della ricerca per redarre eventuali statistiche di osservazione.

          Inoltre, sia al termine dei 10 gruppi di foto-arteterapia sia dopo gli 11 gruppi open space di arte terapia verrà consegnato un questionario di gradimento alle partecipanti (per un totale di due questionari di gradimento), al fine di attribuire un indice di qualità nella fase conclusiva della ricerca.

          Al termine di ogni gruppo si provvederà a riprodurre e a conservare i lavori realizzati dalle partecipanti; questo servirà anch’esso per una presentazione del lavoro svolto nei gruppi pilota.

          Tutto il materiale fotografato e conservato verrà rilasciato dalle pazienti grazie al consenso di una liberatoria sulla privacy che ognuna firmerà.

          Si riporta qui di seguito il calendario dettagliato dei gruppi-pilota.


          Gruppi di Foto-Arteterapia

          I gruppi sono 10:

          • 6 sviluppati con la tecnica del Collage;
          • 4 sviluppati con la tecnica delle Foto Proiettive.

          In ogni gruppo viene consigliata una tematica, ciò non esclude però la possibilità per le partecipanti di seguire la propria libera espressione senza nessun obbligo o imposizione forzata.

          Ad ogni partecipante, nei gruppi sviluppati con la tecnica del collage a causa del Covid-19, verrà consegnata una scatola con un coperchio di plastica riciclata con adesivo con scritto il proprio nome contenente 5 riviste, 1 forbice, una colla piccola e un paio di guanti.

          Le tematiche sono le seguenti:

          Gruppi di Foto-Arteterapia

          01.12.202 L’ autoritratto Sviluppato con la tecnica del Collage 
          08.12.2020 Il mio luogo sicuro  Sviluppato con la tecnica del Collage 
          15.12.2020 Il Natale Sviluppato con la tecnica delle Foto Proiettive 
          22.12.2020  La mia Famiglia  Sviluppato con la tecnica del Collage
          12.01.2021  Vorrei esprimere i miei desideri   Sviluppato con la tecnica del Collage 
          19.01.2021 Il mio collage  Sviluppato con la tecnica del Collage
          26.01.2021  Le relazioni  Sviluppato con la tecnica delle Foto Proiettive 
          02.02.2021 Amare e amore  Sviluppato con la tecnica del Collage
          09.02.2021 Riflessioni sul corpo  Sviluppato con la tecnica delle Foto Proiettive 
          16.02.2021 La cura di sé  Sviluppato con la tecnica delle Foto Proiettive 

          Gruppi Open Studio
          23.02.2021  I colori
          02.03.2021 Felicità 
          09.03.2021 Lentezza 
          16.03.2021 La donna
          23.03.2021  Il papà
          30.03.2021 I sensi “Il tatto”
          06.04.2021  I sensi “Il gusto”
          13.04.2021 I sensi “L’olfatto”
          20.04.2021  I sensi “La vista”
          27.04.2021 I sensi “L’udito”
          04.05.2021 La terra e l’ecosistema 


          4 - LA METODOLOGIA

          La metodologia utilizzata all’interno della nostra Associazione, Fermata D’Autobus, ideata dalla nostra arte terapeuta Raffaela Carola Lorio, applica i principi dell’Arteterapia seguendo alcune basi teoriche di diversi importanti pionieri.

          Negli anni si è sviluppato un modello di setting arteterapeutico basato su alcuni principi degli “Open Studio” descritti in precedenza, sviluppando nel tempo metodologie apprese dalla formazione con l’American Arttherapy Association di cui sono la Dott.ssa Lorio è membra.

          Durante i gruppi o nelle sedute individuali ci si avvale di strategie che fanno riferimento a tecniche di mindfulness, utili a concentrare il corpo e il respiro con sfondo di suoni per allenare il corpo al concetto del qui e ora, per poi passare a cenni di ecoterapia con risveglio corporeo sensoriale per non dimenticarci del nostro corpo anche in relazione alla natura che ci circonda.

          Pensando alla parola metodo, si fa riferimento ad una unica parola descritta in precedenza: “cura” che è la chiave di tutto quello che si sviluppa intorno ad essa. Prendersi cura delle pazienti le aiuta a svolgere, all’interno del gruppo e della seduta, un lavoro di tipo creativo di espressione di elementi traumatici profondi, che viene preso in cura sia all’interno della condivisione di gruppo nel laboratorio e successivamente grazie al contenimento dell’equipe curante, dagli operatori comunitari e all’interno della psicoterapia individuale.

          Il metodo con il quale si strutturano i laboratori di foto-arteterapia è basato principalmente sulle cinque tecniche descritte dalla Dott.ssa Judy Weiser, in particolare a quella che fa riferimento alle foto proiettive, a cui viene aggiunta la tecnica del collage.

          La tecnica della foto proiettiva è utilizzata perché piace molto alle pazienti ed è in grado di stimolare la fantasia, la ricerca, la concentrazione attivando interessanti dinamiche gruppali.

          Durante questa tecnica aggiungere un invito alla scrittura permette di entrare maggiormente in contatto con la parte più contemplativa del Sé.

          Il lavoro con i collage è invece tecnica molto utile, pratica e versatile. Il collage è creato sia a partire da immagini trovate su riviste che da immagini personali, che vengono incollate su carta di diversi formati e colori, con eventuale integrazione di materiali prodotti nei laboratori di arteterapia.

          I collage sono incentrati su tematiche libere o proposte dal foto-arteterapeuta. Questa tecnica permette di esprimere parti profonde di sé, inaccessibili a livello esclusivamente verbale, con forme molto fantasiose e interessanti.


          5 - I MATERIALI

          I materiali necessari per l’Open Studio e per le sedute di arteterapia sono (alcune quantità sono indicate in eccesso come se tutti dovessero utilizzare la stessa tecnica e come se dovessero partecipare 15 pazienti):

          • 15 stracci di stoffa per asciugare i pennelli
          • 4 spugne per lavare
          • 2 stracci
          • 3 Stracci per lavare per terra
          • 1 bastone per stracci per lavare per terra
          • 1 rullo di carta per asciugare superfici e asciugarsi le mani
          • 1 risma di fogli A4 colorati
          • 60 fogli per ogni colore nel formato 70X100 (utilizzati nello specifico per i collage di foto-arteterapia, calcolati per un mese se tutti volessero)
          • 60 fogli bianchi nel formato 70X100 (utilizzati nello specifico per i collage di foto-arteterapia, calcolati per un mese se tutti volessero)
          • 15 Forbici
          • 1 Colla grande, vinavil, da 1Kg
          • 15 piccole colle da inserire in ogni scatola personale
          • 15 Colle piccole 100gr
          • 15 matite
          • 15 gomma
          • 8 temperamatite
          • 4 scatole matite colorate
          • 4 scatole pastelli oli colore
          • 4 scatole pennarelli semplici
          • 4 scatole pennarelli grandi
          • 6 Tempere, colori primari 2 per ogni partecipante
          • 60 Pennelli, tra piccoli medi e grandi, 15 x ogni tipo
          • 80 riviste di generi vari, in maniera che ce ne siano 5 per ogni paziente con scorta
          • 1 scatola con stoffe varie
          • 1 scatola con fili, nastri vari
          • 1 scatola con stampi di animali, cuori, simboli con inchiostri
          • 1 Computer
          • 1 Stampante
          • Carta fotografica 3 scatole per ogni formato 10x15, 18x24, 24x30
          • 3 Tablet (in più)
          • 1 fotocopiatrice (in più)
          • 4 macchine fotografiche digitali semplici
          • 1 cavalletto
          • 1 fondale (in più)
          • Liberatorie sulla privacy per scatti fotografici di lavoro, di riproduzione per archiviazione e per i social
          • Liberatorie sulla privacy per archiviazione e per post su social.

          Per fronteggiare il Covid-19 sarà importante avere:

          • un disinfettante per le superfici
          • un igienizzante per le mani
          • un termometro
          • una scatola di guanti
          • una scatola di mascherine
          • 15 scatole con coperchio di plastica riciclabile per contenere i guanti e i materiali di ogni singolo paziente
          • 15 scatole con coperchio di plastica riciclabile per ogni paziente che dovranno contenere 5 riviste, 1 colla piccola, una forbice (per il Gruppo di Foto-Arteterapia)
          • una scatola
          • 15 cestini di plastica riciclabile per contenere un bicchiere e una ciotola per il dolce o il salato.

        • Workshop N.1 - Bologna (I)

          Bologna (I) 03-05.10.2020


          Obiettivi dell’attività formativa sono stati quelli di fare il punto sullo strumento dell’Arteterapia per la realizzazione di strumenti e metodologie utili negli interventi a favore delle vittime di violenza.
          Il workshop ha sviluppato una sinergia strategica con il Festival dell’Outsider Art – Arte Irregolare organizzato annualmente da uno dei partner, il Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili, e giunto nel 2020 alla sua quinta edizione.
          La prima giornata dei lavori del workshop D3.2 si è infatti tenuta nella cornice del Festival e all’interno del suo programma attraverso un webinar online.




        • Workshop N.2 - Torino (I)

          Torino (I) 09-11.11.2021




          • Workshop N.3 - Torino (I)

            Torino (I) xx.02.2022